Morricone Reloaded
- Luogo
- Cantori Design Challenge 2026, Flexplorer 146, Cantiere delle Marche
- Anno
- 2026
- Stato
- Concorso
- Tipologia
- Architettura
Scopri Morricone Reloaded, il concept vincitore di Giò Forma per gli interni di uno yacht alla Cantori Design Challenge 2026.
Sviluppato per la Cantori Design Challenge 2026, **Morricone Reloaded** esplora come l'approccio di Giò Forma "Everything is a stage" possa dare forma alla vita in mare.
Promossa da Cantori in collaborazione con Cantiere delle Marche, la challenge ha invitato alcuni studi selezionati a reinterpretare la cabina armatoriale, il salone principale e il ponte di poppa principale di un Flexplorer 146, integrando gli arredi Cantori nelle particolari condizioni spaziali e funzionali di uno yacht.
La challenge ha segnato il primo incontro dello studio con lo yacht design, portando una pratica sviluppata tra architettura, scenografia, opera e spettacolo dal vivo in un contesto progettuale del tutto nuovo. Tutti gli studi selezionati si avvicinavano per la prima volta al settore della nautica: il concorso è diventato così l'occasione per chiedersi come linguaggi creativi diversi potessero rispondere alle condizioni spaziali, funzionali ed esperienziali della vita a bordo.
La musica è stata il tema creativo del concorso. Gli studi partecipanti sono stati invitati a interpretare il linguaggio artistico di figure rappresentative di epoche e generi diversi, dal jazz alla musica per il cinema, dal rock progressivo al rap contemporaneo.
Partendo da qui, Giò Forma ha sviluppato concept creativo, interior design, identità visiva, narrazione spaziale, palette dei materiali e progetto della luce, ispirandosi all'opera di Ennio Morricone e alla sua capacità di trasformare il suono in atmosfera, tensione ed emozione. Il progetto adotta i principi della composizione come metodo progettuale: ritmo, pausa, ripetizione e crescendo guidano il rapporto tra volumi, superfici, arredi e luce.
Lo yacht è concepito come una partitura spaziale, in cui i tre ambienti si sviluppano come movimenti diversi di una stessa composizione. Il ponte di poppa principale instaura un rapporto immediato con l'orizzonte e il paesaggio circostante. Il salone principale traduce il ritmo in un interno fluido e conviviale, mentre la cabina armatoriale offre un'espressione più quieta e intima del linguaggio emotivo di Morricone. Gli arredi Cantori entrano a far parte di questa sequenza, rispondendo alla scala, al movimento e all'atmosfera dello yacht invece di apparire come una collezione di oggetti isolati.
La geometria si ispira alla cimatica, la manifestazione visiva del suono attraverso la vibrazione. Curve, onde, cerchi e linee ripetute traducono in forma spaziale una struttura musicale invisibile. Legno caldo, metallo riflettente, marmo e tessuti morbidi compongono una palette tattile di toni ambrati e riflessi mutevoli, bilanciando l'intensità cinematografica con il comfort e l'intimità di un interno residenziale.
Lo stesso linguaggio concettuale dà forma al logo e all'identità visiva del progetto. Il gesto diventa segno. La sua forma nasce dal movimento e unisce l'ampio gesto della mano di un direttore d'orchestra alla scia lasciata da un'imbarcazione sull'acqua. Musica, gesto e navigazione convergono in un unico segno grafico, che estende l'identità di Morricone Reloaded oltre gli interni, in un sistema visivo coerente.
La luce agisce come elemento narrativo in tutto il progetto. Rivela gradualmente i materiali, segue le condizioni mutevoli del mare e trasforma nel tempo la percezione di ogni ambiente. Questo rapporto trova la sua espressione più immersiva nella Hidden Room, concepita come un'esperienza nell'esperienza, dove suono, luce e materia convergono in una sequenza spaziale intima.
Nelle visualizzazioni degli esterni, le superfici riflettenti amplificano il rapporto tra lo yacht e ciò che lo circonda, includendo mare, cielo, condizioni meteo e movimento nella percezione del progetto.
Riconosciuto dalla giuria come uno dei progetti vincitori, Morricone Reloaded unisce il rigore della composizione e la libertà della sperimentazione. La musica diventa spazio, non come riferimento visivo, ma come struttura attraverso cui si compongono identità, atmosfera, movimento ed esperienza.













